L’immensa saggezza degli stolti

Gli altri non lo sanno ma io osservo gli angoli delle loro labbra, oltre alle iridi, quando parlo con loro.
Vedo quegli apici che si formano improvvisamente. Quelli che comunemente formano il sorrisetto. Significano “tu sei un ingenuo, non capisci come va la vita”. Uno o due per lato. Qualcuno li fa in basso, e apprezzo l’amarezza. Quelli in alto concordano con gli occhi, e sono un sollievo per le mie sinapsi usurate dagli stessi percorsi di ragionamento sulle cose di strada.
Sono quelli orizzontali che mi dànno da pensare.
Appartengono a chi sa come si vive. A coloro che [oh: da quando sono in vita!] hanno capito tutto e stanno comodi anche nella bufera. Non come il capitano McWhirr del Tifone di Conrad, quelli che sono nella bufera e non la sentono per la loro immensa capacità di non sentire niente e ridere di tutto. Uomini e donne d’aperitivo, aperitivo a cui assisto quotidianamente perché sono affascinato dalle loro movenze e dai loro discorsi, e naturalmente perché mi piace bere. I cinguettii sui rami, altro che twitter. E altro che uccelli: primàti che cinguettano, ragazzi che volete di più dalla vita?
“Le cose stanno così, se vuoi cambiarle sei un ingenuo”: questo è il messaggio che mi trasmettono quegli apici orizzontali su labbra per ora vive.
Ne ho visto tantissime in corso di vita.

Magari hanno ragione a ingombrare le città da soli dentro scatole, a pagare per questo e a indignarsi quando sistemi molto più grandi li vengono a prendere a casa con letterine equine dall’Italia e perdono improvvisamente la calma e sparano. O che ne so, sarebbero capaci di uccidere per un parcheggio. A volte lo fanno.
Penso che la loro saggezza derivi dai pochi secoli di abbrutimento che li hanno assuefatti a cose che pensano siano più grandi di loro [e invece no].
Ma sono molto saggi. Infatti non lottano. Infatti non muovono un muscolo per andare verso un cambiamento.
Sono molto zzzen. Ma davvero. “Lascia che sia”. E lascia, lascia.
Poi tuo figlio non lavora e magari s’ammazza, oppure lo mettono sotto lo stesso tipo di macchina che hai tu. Anche un altro, l’effetto è identico.
Poi tuo padre si spara e tu te la prendi con i burocrati.
Davvero non capisco da dove escano quegli apici ai lati delle labbra. Ma so che sono il prodotto di secoli di saggezza contadina, quella che ci piace tanto.
Oh come ci piace. La stasi, l’immobilità. Saggezza pura. Non li invidio affatto.