Germania, il buco nero d’Europa

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Sto partendo per la Grecia. Avrò il privilegio di assistere all’esito del referendum indetto da Tsipras. Per i dettagli dell’oggi avrete tutti modo di informarvi. Io vorrei, qui, ricordare un pensiero che mi colpì molti anni fa, espresso da Alberto SavinioSavinio, fratello di Giorgio De Chirico, è stato un pensatore, scrittore e pittore molto importante, ma dimenticato.
Qui vedete una pagina tratta da Nuova enciclopedia, edita per la prima volta nel ’77 da Adelphi – che ha raccolto una serie di scritti, poi rimessi in ordine dal Alberto/Andrea, che vanno dal ’32 al ’48. Roba ormai antica, secondo i canoni correnti. Non se ne trova traccia in rete.
“Sono così scontento delle enciclopedie, che mi sono fatto questa mia propria e per uso personale”, scrive. Dentro ci sono delle preziosità che scavano nell’anima e negli anni. Per dire: lessi per la prima volta l’Enciclopedia nell’89: e nel 2005, in primavera, chiamai Joyeuse una mia bici, da alcune suggestioni che mi vennero da quel tomo.

Nelle pagine di questo non agilissimo ma affascinante manualetto del pensiero personale, Savinio distilla un concetto che mi è rimasto inciso come un tatuaggio nel cervello: “la Germania è il buco nero d’Europa”.

Torno ai giorni attuali. Credo fondamentale il confronto che si sta rendendo oggi esplicito. Un germanesimo eterno torna ad aggredire -questo è il mio parere- la madre e il padre di tutti coloro che nel germanesimo non si possono riconoscere.

Da tempo stavo cercando di non esplicitare la parte a cui mi sento di appartenere, per la distrazione dovuta ai recenti anni passati a battermi per l’argomento che mi attanaglia viscere e mente, cioé la qualità dello spostamento delle persone.
Adesso prendo parte.
Questa è la mia. Per brevità ho affidato la spiegazione ad Andrea De Chirico, detto Savinio.